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logo-2I primi Giardini Zoologici, intesi come “istituzioni scientifiche pubbliche permanenti”, nacquero in Europa agli inizi dell’800. A quel tempo, gli Zoo erano costituiti da collezioni di animali esotici, rari a vedersi, date le scarse possibilità d’informazione e di comunicazione dell’epoca, che venivano esposti al semplice scopo di suscitare curiosità ed interesse da parte della gente nei confronti del mondo animale. Nel corso del XX secolo, le finalità e le attività di queste istituzioni sono profondamente mutate.

Il crescente degrado degli ambienti naturali, che ha portato all’estinzione di tante specie animali e vegetali e che minaccia la sopravvivenza della specie umana, ha fatto sì che gli Zoo assumessero un ruolo fondamentale nella conservazione delle specie minacciate di estinzione.

Il contributo dato dai moderni Giardini Zoologici alla conservazione del nostro patrimonio biologico non si esaurisce con la propagazione e lo studio delle specie minacciate, ma prosegue prefiggendosi come fine una corretta e consapevole educazione nei confronti di quelle che ormai possiamo etichettare come “urgenze planetarie”. Non è infatti possibile, attivare programmi di conservazione senza che vi siano anche la consapevolezza e il supporto di tutta la popolazione, non soltanto di chi vive nei luoghi direttamente interessati al progetto. L’educazione è quindi un potente strumento di conservazione e un buon giardino zoologico può egregiamente soddisfare a questa necessità. La potenzialità degli Zoo e degli Acquari è unica in questo senso; riuscire a creare nei visitatori esperienze così vivide e soggettive è possibile solo visitando le loro collezioni. Non esiste altra forma di istituzione culturale che impegni in modo così coinvolgente quattro dei cinque sensi: la vista, l’olfatto, il tatto e l’udito. È stato stimato in oltre 600 milioni il numero di persone che ogni anno visita i parchi zoologici in tutto il mondo. Una cifra decisamente inferiore si riscontra nei musei di scienze naturali e negli orti botanici.

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